Una perdita d’acqua può causare danni notevoli, quindi conviene sempre fare il possibile per bloccarla immediatamente. I costi della riparazione possono andare da una semplice imbiancatura fino al rifacimento di un muro corroso dalle infiltrazioni. La spesa è a carico del condominio se la perdita si verifica all’interno dei muri o dagli impianti comuni, come l’autoclave o i serbatoi situati sul tetto. Se invece la perdita o la rottura si verifica negli impianti e negli apparecchi idraulici di un appartamento il risarcimento dei danni tocca soltanto al condomino. In entrambi i casi il condomino è tenuto a dimostrare la sua buona fede avvertendo immediatamente gli altri condomini, l’amministratore e chiamando l’idraulico. Ciascun condomino poi risponde in prima persona dei danni provocati a un altro partecipante alla comunione, a terzi (per esempio il conduttore) o alle parti comuni dell’edificio: tipico esempio l’allagamento dell’appartamento sottostante causato dalla rottura di un tubo. Più in generale per i danni come previsto dall’articolo 2043 e seguenti del Codice civile, la responsabilità si estende ai comportamenti tenuti dai figli minori, dai domestici e dagli animali di cui si abbia la custodia.
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